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Aperture domenicali dei negozi

 
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Venusian[/b], ')">Venusian
King Of The Universe



Registrato: 20/04/06 09:17
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MessaggioInviato: Dom Set 09, 2018 11:27 pm    Oggetto:  Aperture domenicali dei negozi
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Scommetto di essere uno dei pochi assolutamente contrario alla proposta di questo governo di vietare le aperture domenicali dei negozi.

Non ho mai nascosto la mia antipatia e il mio astio nei confronti della Lega (improvvisamente non più "Nord", per ottenere più consensi elettorali anche in altre regioni che fino all'altro ieri erano considerate una palla al piede), e considero questa proposta di legge il loro ennesimo scempio.

Le aperture domenicali sono un argomento "scottante" in un paese di tradizione cristiana, dove la Domenica è da sempre considerato il giorno del riposo.
Sento spesso dire che i lavoratori sono costretti a fare i turni nel fine settimana, senza possibilità di rifiutarsi, e senza ottenere particolari benefici in cambio. Argomenti sacrosanti e che mi sento anche di condivedere.
Ma sono convinto che orari di lavoro più estesi potrebbero essere un'opportunità, se gestiti in modo etico. L'Italia è un paese che ha bisogno di CREARE lavoro, non di RIDURLO.
Per me la vera soluzione sarebbe far conciliare i diritti dei lavoratori con i bisogni dei consumatori, che sono ormai cambiati rispetto a tanti anni fa, è inutile rinnegare la realtà. Non dimentichiamoci che viviamo in un'epoca in cui si può acquistare qualsiasi cosa su internet, in qualsiasi momento.
Quindi, tutti i lavoratori dovrebbero poter godere dei loro giorni di riposo (se ad esempio lavori il sabato e la domenica, puoi restare a casa altri 2 giorni della settimana), le ore totali di lavoro non dovrebbero aumentare, e in quel caso dovrebbero essere riconosciute come extra. Non bisognerebbe puntare allo sfruttamento del minor numero di persone, ma ad una rotazione di più dipendenti, garantendo quindi più posti di lavoro e più servizi allo stesso tempo. E l'economia forse girerebbe di più (e meglio).
Qual è invece la soluzione dei signori leghisti? Un bel colpo di spugna, un divieto che riporterebbe indietro l'Italia di molti anni. Sarebbe la vittoria del provincialismo, del "tutto chiuso per ferie", del conservativismo più miope che non è capace di guardare oltre il proprio naso.
Tra l'altro, con molta ipocrisia, questa proposta di legge escluderebbe dal divieto le città considerate più turistiche, alla faccia della coerenza.
Parliamoci chiaro, in tutti gli altri paesi industrializzati i negozi aperti 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 sono una realtà consolidata da ormai molti DECENNI. Avevo avuto un filo di speranza quando la catena di supermercati Carrefour ebbe l'idea di introdurre il servizio non-stop In Italia, ma la notizia di questa proposta mi ha fatto nuovamente perdere le speranze. Evidentemente l'Italia non ce la vuole proprio fare, è nel suo DNA.

La domenica tornerà ad essere il giorno del riposo, per la gioa dei nostalgici. Poco importa se i molti disoccupati non sapranno cosa farsene.

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"Per curiosita' sono andato a vedere questo Forum e devo dire che in effetti gli argomenti trattati non sono sicuramente all'altezza di questo meraviglioso Blog."
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MessaggioInviato: Dom Set 09, 2018 11:27 pm    Oggetto: Adv






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galactica[/b], ')">galactica
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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2018 2:43 am    Oggetto:  
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Condivido quasi tutto quanto hai espresso. Purtroppo l'Italia è il paese dell'incoerenza e della corruzione. Hai ragione tu quando dici "Per me la vera soluzione sarebbe far conciliare i diritti dei lavoratori con i bisogni dei consumatori, che sono ormai cambiati rispetto a tanti anni fa".
Il problema è che effettivamente molti lavoratori sono attualmente costretti a lavorare di domenica anche contro la propria volontà e, se si ha famiglia con figli piccoli, si corre il rischio di non far coincidere la propria disponibilità di tempo con la loro, legata ad orari scolastici etc.
Anche io sono per rendere il paese più moderno, al pari di altre nazioni d'Europa, aprendo la domenica i negozi e tante altre cose, ma come fare? Si potrebbe studiare un modo perchè un singolo lavoratore non possa ricoprire più di un turno festivo al mese o simili. Però l'onere della verifica a chi starebbe? E che garanzie ci sono per evitare che formalmente la legge venisse rispettata ma nella sostanza no, con turni coperti solo sulla carta da altri?
Lo dico vivendo, ormai dico purtroppo, nella capitale che, a livello di lavoratori del commercio (commessi, camerieri, etc.) avrà, ad occhio, almeno il 30% della forza lavoro in nero!

Negli altri Paesi questo non avviene perchè c'è un sistema di controllo sociale e di comunità che parte soprattutto dai cittadini, prima ancora che dalle forze dell'ordine. Penso ad esempio al Regno Unito che conosco abbastanza bene.

Io sono di sinistra (con difficoltà di riconoscermi in qualsivoglia schieramento poilitico attuale) e agnostico. Quindi della domenica di per sè tanto non mi interessa. I diritti di lavoratrici e lavoratori invece sì, visto che ormai a parte per poche categorie protette sono costantemente violati. Ripeto, convengo con te sulla necessità di diventare un paese moderno ma temo che non ci riusciremo mai. Io alla soglia dei 50 sto pensando seriamente di trasferirmi in via definitiva altrove, tanto è lo schifo per quello che vedo tutti i giorni.
Solo su una cosa non convengo con te, cioè che l'aumento delle fasce in cui è possibile lavorare (cosa su cui ribadisco ancora, concordo) creerebbe lavoro automaticamente. Qui il rischio è che si aumentino a parità di stipendio di un paio d'ore a settimana gli orari dei vari dipendenti, per coprire i nuovi turni.
Alcuni Paesi stanno facendo il discorso inverso: diminuire l'orario a parità di salario. Come evitare che lo sfruttamento avvenga? Con contratti chiari, in regola, il divieto per servizi che esterni non sono di esternalizzare, con controlli, etc.

Tutto questo però non si può fare perchè siamo un paese gattopardesco e con un grado di corruzione vicino ad alcuni stati africani con molti più problemi strutturali di noi e PIL risibili...

Quindi: sono contro il divieto di aprire la domenica ma mi fa paura anche che non si mettano paletti nella situazione data che vedo di difficile "cambiabilità". Questo essendo quanto di più lontano possa essere dall'attuale governo.

Non so se io mi sono capito, spero ci riusciate meglio voi Very Happy
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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2018 2:11 pm    Oggetto:  
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Ciao Galactica,
innanzitutto ti ringrazio per aver risposto ad un argomento apparentemente noioso, ma a mio avviso molto importante.

Anch'io condivido tutto quello che hai scritto. Forse non mi ero espresso bene, ma ovviamente intendevo dire che sarebbero necessari contratti regolari, etici, e soprattutto un controllo per garantire che queste regole vengano rispettate dai datori di lavoro.
Ribadisco quindi di essere un sostenitore dei servizi disponibili 7 giorni su 7 e 24 ore su 24: in un giorno si potrebbe potenzialmente dare lavoro a 3 persone diverse per la stessa mansione (3 turni da 8 ore), e ad ancora più persone spalmando 5 giorni lavorativi diversi nell'arco della settimana.
L'unico, grosso (e forse insormontabile) problema è che siamo per l'appunto in Italia, dove corruzione e il non rispetto delle regole sono all'ordine del giorno. E' inutile girarci intorno o farsi prendere dall'orgoglio nazionale, questa è l'amara verità ed è impossibile negarlo.
Sono infatti giunto alla conclusione che molto probabilmente l'Italia non sarà mai in grado di uscire da questo sistema chiuso, e temo che sul lungo periodo pagheremo cara questa staticità.
A proposito, i servizi sempre aperti non esistono solo in Europa ma anche in America e in molti paesi Asiatici, mi sembra doveroso precisarlo.

Ne approfitto per mettere più carne al fuoco: tu hai accennato all'esigenza dei lavoratori di seguire gli orari scolastici dei figli. Questo è un altro argomento al quale sono molto sensibile, ed infatti mi sono sempre chiesto perché in Italia le ferie scolastiche estive siano maledettamente LUNGHE. Quasi 3 mesi di pausa mi sembra un vero e proprio delirio, e poi non dobbiamo stupirci se vediamo ragazzini annoiati vagare in branco per le città come animali randagi.
A costo di risultare estremo, per me la soluzione sarebbe semplice: scuole aperte 12 mesi all'anno. Ovviamente si potrebbero pianificare corsi estivi più "soft", ma dovrebbero essere garantiti da ogni scuola, e non costosissimi corsi extra. E alle scuole applicherei lo stesso concetto dei negozi: nuovi posti di lavoro per il periodo estivo, e così sarebbero tutti più felici e contenti, genitori e (più) insegnanti.

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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2018 7:25 pm    Oggetto:  
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Ciao, grazie a te per aver introdotto l'argomento che è interessante e di averlo, nell'ultimo post, ampliato. Avrei delle cose da aggiungere ma adesso sto per uscire (mia moglie e di là che aspetta...). Mi riservo nei prossimi giorni di continuare la chiacchierata. Intanto buona serata.
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MessaggioInviato: Lun Set 17, 2018 3:48 pm    Oggetto:  
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Rieccoci, scusa per il ritardo. Approfitto di un momento libero...

Allora, se la mia posizione sulle aperture domenicali (su cui mi pare che i fivestars stiano già facendo come da loro prassi marcia indietro) è sì, i servizi dovrebbero essere 7 su 7 e 24 su 24 con le tutele del caso, sulla scuola siamo su posizioni diametralmente opposte, anche se capisco le tue ragioni che penso siano negli ambiti che di seguito espliciterò.

La scuola non può diventare un parcheggio, anche se tu non l'hai delineata come tale, lo capisco, ma rischia di diventarci. La didattica dovrebbe essere commisurata alle esigenze dell'apprendimento e non agli orari e alle esigenze esterne. Mi spiego meglio: purtroppo l'Italia è diventato il paese dove le performances (a scuola, sul lavoro, etc.) non contano più. Contano solo gli orari. Allargandoci per un momento al tema lavoro, molte occupazioni oggi potrebbero essere svolte tranquillamente in telelavoro o con massima flessibilità. Qui non viene consentito perchè il datore è una sorta di pater familia in senso classico che ti deve poter tenere sotto controllo "a vista". Non si compra la professionalità ma il tempo. Questo genera anche il fatto che il lavoratore diventa quello che se può, non essendo legato quasi mai al risultato, se riesce fa il meno possibile o nulla. Con la scuola vale la stessa logica. C'è un interessante docufilm di Michael Moore, regista che non apprezzo più di tanto ma che alle volte ci mostra altri lati della realtà, in cui evidenzia le differenze tra Italia e Finlandia, due paesi il cui sistema scolastico nell'immediato dopoguerra, erano largamente a terra. Oggi la FInlandia ha le performances migliori da questo punto di vista, Questo con tre ore al giorno di lezione, niente compiti a casa, poche lezioni frontali ed incoraggiamento delle iclinazioni e degli interessi personali.

Qua l'estratto:

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Quindi, capisco che il genitore, costretto a lavorare in ufficio anche se potrebbe evitarlo, per 8-10 ore al giorno, spostandosi da un luogo all'altro cosa che magari richiede altre 2 ore/giorno, si trova disperato perchè se paga una baby sitter gliene si va via tutto lo stipendio e preferirebbe un luogo sicuro (la scuola) dove far stare i figli. Ma non è questo il problema, il problema è il paradigma della nostra situazione che andrebbe cambiato.. Prima la società era conformata con parebti, nonni, etc. che servivano da tampone. In larga parte anche oggi per molti è così. Questo non è un bene, è un male che non ci consente di evolverci verso una società di diritto e moderna. Non si può basare il funzionamento, o meglio sopravvienza, di una ocietà complessa su base di solidarietà familiare, cosa che agli estremi porta anche a distorsioni criminali che tutti conosciamo.

Se ci fosse una società moderna, più giusta, meno speculativa, più efficiente e con il senso di comunità:

-si lavorerebbe di meno e meglio avendo più spazi liberi (potendo DECIDERE di passare più tempo con i figli)

-si sarebbe pagati di più (potendo DECIDERE di coadiuvarsi con baby sitter, tutor, etc. o mandare i figli una volta più grandi a scuola di musica, tennis o quello che vogliono per far crescere i loro interessi spontanei, oppure decidendo che un membro della coppia se c'è, uomo o donna che sia, DECIDE di "stare a casa" perchè lo stipendio di uno basta a mandare avanti la baracca, avere una casa, etc. In altri paesi viene utilizzato frequentemente anche lo sharing work, dividendo con il proprio partner, se dalle caratteristiche professionali similari, impegno e stipendo, autogestendosi sugli obblighi reciproci).

Se tutto questo accadesse, probabilmente sarebbe una società migliore e quindi anche i ragazzi non ciondolerebbero troppo, magari un po' sì anche questo fa parte del processo di crescita, perchè stimolati da interessi ed opporuinità che qui non ci sono o sono per pochi.

Utopia? Purtroppo in Italia penso di sì, altrove le cose che dico sono già realtà.

Io quello che dico è di uscire fuori dal paradigma: è così, non si può cambiare quindi troviamo una pezza (che in questo caso sarebbe aumentare la durata del scuola, ritornando al tuo discorso) che almeno ci fa respirare un po' (aggiungo addestrando i ragazzi sin dall'età scolare ad essere legati a troppi obblighi e a "vendere" o cedere troppo del proprio tempo).

Purtroppo penso, e lo stanno facendo anche adesso, che con la logica continua della contingenza per cui ci dicono da sempre che: "ora bisogna fare uno sforzo, poi nella fase II..." Questa fase non arriverà mai.

Scusa per la lunghezza e per l'assertività che alle volte ho usato nello scrivere. E' perchè l'argomento mi appassiona e perchè su questi temi spesso ho fatto delle battaglie nel mio ambito, putroppo non riuscendo a spostare più di tanto o niente.

Grazie della bella discussione, in ogni caso.
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MessaggioInviato: Lun Set 17, 2018 10:55 pm    Oggetto:  
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Grazie Galactica per l'interessante ed approfondita risposta, anch'io mi riservo di risponderti al più presto (se solo avessi più tempo libero... Wink )
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Registrato: 18/10/05 21:54
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MessaggioInviato: Sab Set 29, 2018 11:22 pm    Oggetto:  
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anche questo interessante topic mi è sfuggito, non me lo segnalava come da leggere, boh,
io sono un nostalgico, mi crogiolerei nel nulla fare domenicale, e mi piacerebbe tanto aver rispettato i ritmi circadiani.... negli ultimi tre decenni, ma non è dipeso da me.

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poichè vivo!
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